Rel'azioni - Il Laboratorio di Progettazione Associativa

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Nel primo pomeriggio di sabato 09 febbraio 2019 è iniziato il Laboratorio di Progettazione Associativa che ha avuto come tema: “Rel’Azioni – Adulti Generatori di legami autentici”. Il tema, o meglio la questione, ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’intergenerazionalità tra mondo adulto e mondo giovane, un legame che oggi è ridisegnato in tutto il suo profilo della fragilità. Una fragilità che, certamente, assume i tratti della precarietà e dell’incertezza, ma che interpella perché si possa arrivare ad una visione d’insieme.

La Prof.ssa Marisa Musaio (Università Cattolica del sacro Cuore di Milano) ha messo a nudo “l’appropriazione di giovinezza” da parte di tutti e la “difficoltà degli adulti in particolare di essere generativi”, cioè l'impegno a lavorare per i giovani, spesso anche lasciando spazio e campo aperto a quelle novità a cui fondamentalmente l’adulto non è abituato o di cui ha paura; l’analisi riguarda una vera e propria emergenza educativa che mostra tutta la sua vulnerabilità. Perché in questo tempo emergono, forti, i risentimenti, le chiusure e le separazioni per motivi culturali e generazionali, ma si evidenzia anche la resistenza delle speranze, delle fedeltà e delle cure reciproche, anche tra chi ha vissuto epoche e storie diverse. Non sappiamo come “superare le condizioni di bilico esistenziale” e vediamo che vengono meno alcuni riferimenti valoriali; eppure se da un lato alcuni viviamo questi distacchi, emergono anche, in molti di noi, relazioni forti: di resistenza, di rifugio nella solidarietà, nella compagnia e cura dell’altro. Esiste un diffuso tessuto fine di cura solidale che prende forme inedite, che permette di reggere, che garantisce una coesione, che riafferma una “crescita in umanità” della persona in tutte le sue dimensioni.  E’ il lavorio della nostra Associazione che vede una fioritura silenziosa e pratica di prossimità e di vita comune nei propri spazi e gruppi.

Don Bruno Bignami, direttore dell'Ufficio Nazionale di Pastorale Sociale e del Lavoro,  ha analizzato il rapporto difficile tra le generazioni, anche perché le generazioni vengono rappresentate come in competizione sociale tra di loro. Questa lettura socio-politica delle relazioni tra le persone ha messo tra parentesi la dimensione psicologica, culturale, antropologica e pedagogica delle relazioni tra le diverse generazioni. E invece don Bruno ha ricordato l’invito di Papa Francesco, a saper “correre il rischio dell’incontro con il volto dell’altro, con la sua presenza fisica che interpella, col suo dolore e le sue richieste, con la sua gioia contagiosa in un costante corpo a corpo” (papa Francesco, EG 88). Dimensioni che spesso permettono lo sviluppo di relazioni fatte di consegne, di lasciti, e di dedizioni, di cura. Oggi c’è il rischio che tutto scivoli sullo sfondo indistinto, che tutto si perda. Bisogna avere la capacità di recuperare nelle relazioni che viviamo i tratti di una grande avventura, di un storia che interessa tutti indistintamente. E Don Bruno ha fatto tale invito all’Azione Cattolica usando continuamente le parole del Papa: “Non si tratta di ignorare il conflitto, ma di abitarlo facendo emergere la possibilità di un superamento. L’unità prevale sul conflitto”.

I Laboratori hanno chiamato in causa gli Incaricati Regionali ad analizzare il fronte della cura, fronte sul quale torna a mostrarsi il gioco del legame e della differenza tra le generazioni. E l’Azione Cattolica ha gli strumenti già nel suo DNA e nelle sue dinamiche per far fronte alla realtà della fragilità e della cura, della debolezza e del sostegno. Infatti il legame tra generazioni affidate le une alle altre accompagna la crescita dei nostri adolescenti, dei nostri giovani nelle storie familiari, purchè la questione dell’attenzione non sia letta, come spesso accade, come questione di misurabilità organizzativa, anch’essa importante ma non centrale. La cura diventa allora impegno e vincolo (di risorse, di tempi, di energie psicologiche ed emotive), ed acquisisce un peso sociale: sono in gioco l’idea e le forme dell’umano, l’impegno educativo e l’incontro festivo, sicuramente impegnativo, tra persone e tra generazioni, ma che è il tratto di una celebrazione, di una poesia, della liturgia del sacrifico.

Anche la mattina di domenica 10 febbraio ha avuto un bel segno di intreccio intergenerazionale, con la S. Messa nella Cappella dei Santi e Beati dell’A.C., celebrata con la Commissione Giovani e il Consiglio del MEIC, segno pensato sicuramente solo per l’ottimizzazione di tempi e spazi ma anche e certamente segno di un corpo unico. E a proposito dei segni, di lì si è continuato a riflettere sul segno dei tempi che cambiano nell’esperienza dell’educare e formare: in un clima culturale in cui la relazione e l’esperienza dell’educazione non sono scontate, ci siamo chiesti cosa dare e approfondire nei prossimi appuntamenti nazionali del Settore Adulti per un futuro nel quale divenire sempre più corresponsabili per il bene degli adulti e famiglie affidateci.

Non è, questa, una acquisizione rapida, chiede lentezza e maturazione, chiede ritorno sulle cose, sulle forme, sulle abilità di ciascuno. L’Azione Cattolica Adulti è un continuo Laboratorio forte del proprio patrimonio umano ed esperienziale. Tale patrimonio permette di acquisire lo sguardo e di fare scelte per un cammino che sarà sempre più chiaro ed incarnato nel tempo, scegliendo per ciascuno percorsi capaci di novità e di futuro buono e attento.

Leonardo Di Battista

Incaricato SA Abbruzzo e Molise