L'animatore 'tuttologo'

Versione stampabileVersione stampabile

Socrate diceva: «L'unica cosa che so con certezza è che so di non sapere». Neanche il grande filosofo poteva credere di sapere tutto, anzi: lo stupore per le scoperte quotidiane era il pane che alimentava il suo desiderio di conoscenza. Non può esistere un animatore “tuttologo”, perché – come Socrate – anche noi «sappiamo di non sapere». Più che un rischio, allora, quella dell’animatore tuttologo è forse una paura: spesso si sperimenta il timore da parte dei laici adulti di accogliere l’impegno come animatore dei gruppi adulti proprio perché si teme di non sapere abbastanza. E allora, per coprire questa paura di non essere all’altezza, può capitare di sfoggiare la propria preparazione formativa e culturale su tematiche affrontate in ambiti diversi, per dare impressione di non avere punti deboli.

 

La sfida allora oggi è quella di sollecitare gli adulti a fare discernimento sulla possibilità aperta a chiunque di essere compagno di strada e testimone nella fede, a partire dalla propria esperienza di vita, con i suoi dubbi e le sue fragilità. L’animatore è colui che in primis ha capito l’importanza di mettere a servizio degli altri la sua esperienza intrecciata di vita e di fede e, senza lesinare sull’importanza della formazione e della maturazione di competenze necessarie per svolgere questo impegno educativo, sa trasmettere fiducia per stimolare i membri del gruppo a mettere in gioco il patrimonio di pensieri, riflessioni, conoscenze che ciascuno possiede. Sa far comprendere come l’incontro sia un’occasione per imparare e crescere insieme, dentro una relazione virtuosa dove l’animatore fa emergere come il suo dare è aperto al ricevere, curando lo stile della prossimità e la logica del dono.

Un’attenzione metodologica utile per superare il rischio della contrapposizione tra chi tiene l’incontro, l’esperto e tutti gli altri, è promuovere una modalità laboratoriale nella preparazione degli incontri, dove l’animatore sollecita e valorizza le possibili competenze e potenzialità presenti nel gruppo per affrontare e sviluppare i temi affrontati, fungendo da guida e coordinatore del percorso, curandone la progettazione e la verifica, attento a restituire la dimensione corale  del cammino, perché ciascuno possa sentirsi protagonista e significativo per la vita del gruppo. 

 

Mi impegno:

… ad un ascolto libero e attento dell’altro, utile a  conoscerlo in profondità

…  a fare spazio alla Parola, piuttosto che alle mie parole, vera risposta alle domande di senso dell’uomo

Severina Tansini

Incaricata regionale SA per la Lombardia