L'animatore stalker

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È importante far sentire la presenza dell’animatore ad ogni membro del gruppo, perciò, almeno una volta a settimana, si dovrebbe fare una telefonata ad ogni componente del gruppo. Il bravo animatore è sempre al corrente delle vicende che gli adulti del gruppo vivono, è necessario quindi che, con una certa regolarità, ci siano dei colloqui in cui si racconti all’animatore, la propria vita famigliare, le situazioni lavorative, le proprie preoccupazioni e difficoltà, in modo che esso possa sempre cercare di affrontare le tematiche giuste negli incontri. Si dovrebbe dedicare parte dell’incontro del gruppo al racconto dettagliato di eventi personali, così da condividerne emozioni e pareri. Si dovrebbero creare eventi, da condividere sui social, per far conoscere alla città le iniziative portate avanti dal gruppo e dal settore.   

Il buon animatore è quella figura presente ma discreta. Ci piace pensare a questo termine come inteso in matematica, discreto è l’opposto di continuo, significa “distinto, separato, non continuo”; il buon animatore usa quindi una misura discreta nei confronti del gruppo, “vede distintamente” ovvero discerne. La vita dell’animatore non si mescola a quella degli adulti, ma dimostra la propria vicinanza senza risultare invadente, inopportuna, lasciando ad ognuno la possibilità di incontrarsi senza forzature. L’animatore rimane accanto ai membri del gruppo, avendo cura delle loro vite, interessandosi, cercando, oltre l’organizzazione dell’evento, l’occasione di incontro dove possibile intimo e personale. Nel rispetto della libertà di ciascuno si fa prossimo anche nella preghiera, quale modo migliore per sperimentare la comunione?   

Mi impegno a…  

…far sentire a ciascuno la presenza dell’animatore come costante e distaccata quanto basta, non invadente ma discreta. 

 

Consiglieri diocesani Settore Adulti
Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno