L'animatore politicamente corretto

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Qualche volta, ad essere sincero, mi è venuto il dubbio che l’incontro adulti fosse poco significativo. In fondo in fondo però penso che l'incontro settimanale debba essere un’esperienza semplice: non deve mancare una riflessione interessante, un brano del Vangelo scelto ad hoc e soprattutto le indicazioni del parroco.. Che cosa si può fare di più! Già è tanto che gli adulti partecipino all'incontro in questa epoca così individualista. Bisogna accontentarsi, non è possibile entrare troppo nelle questioni della vita delle persone per non risultare invadenti, è sempre bene proporre delle riflessioni generali, di ampio respiro…

 

L’animatore è un punto di riferimento per tutti gli adulti del gruppo come anche per quelli che non riescono a partecipare! Ha cura di loro e desiderio di mettersi a servizio. Non è un semplice formatore che dispensa contenuti, ma un vero e proprio educatore falicitatore: egli non si sostituisce a nessuno, entra in punta di piedi nelle storie degli altri con empatia, sostiene i singoli nel “disegnare la loro personalissima esperienza formativa con i loro specifici bisogni, aspettative e vissuti” con chiarezza e misericordia. 
Pertanto, all’interno di un rapporto consolidato, è importante anche scegliere di fare verità guardando alla vita e alle storie di ciascuno anche nello spirito della correzione fraterna che, seppure nella fatica, accompagna il percorso formativo sui passi della carità e dell’umiltà. 
È in questo continuo esercizio che ogni animatore si mette in discussione, lui per primo, per creare un clima di accoglienza e di condivisione che fa crescere il gruppo.

 

Mi impegno a… guardare alla vita delle persone del gruppo senza ‘aver paura’ di affrontare questioni ‘scomode’.