La vita associativa in quarantena - Milano

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Il messaggio arriva inaspettato:  “Ci racconti la vita associativa ai tempi del coronavirus?”  Mentre provo ad organizzare qualche pensiero  mi sorprendo a scoprire che, anche se apparentemente tutto sembra essere cambiato, in realtà forse non è così. Certo pesa la fatica di  non  incontrarsi  più, le strade vuote, i servizi chiusi o sospesi.  Manca anche  la vita comunitaria che si riconosce intorno alla mensa eucaristica, alla preghiera condivisa, alle iniziative formative. Penso, anche,  ai tanti appuntamenti a cui abbiamo dovuto rinunciare: l’assemblea diocesana, gli incontri regionali, l’ultimo saluto a Maria Dutto (una persona a noi molto cara che ha dato moltissimo alla nostra associazione),  la vita dello stesso gruppo parrocchiale. Tuttavia abbiamo guadagnato, a mio parere,  in consapevolezza e profondità. Ci scopriamo, ora che le nostre agende improvvisamente risultano vuote, più ricchi: di tempo, di relazioni, di opportunità. Le comunicazioni, proprio perchè sono più diradate, hanno la gioia del ritrovarsi dello scoprirsi ancora uniti  e il telefono o  whatsapp squilla in continuazione:  non c’è giornata che qualcuno non chiami, non condivida pensieri o la gioia di essere riuscito a partecipare ad una Santa Messa seppure in streaming .  Ripenso alle parole del nostro Vescovo, ascoltate ieri mentre seguivo la celebrazione domenicale in tv, in cui ci richiamava alla necesssità di cogliere questo tempo che viviamo come  favorevole : per cercare Dio, per abitare il deserto,  per praticare il buon vicinato, per farsi vicini a coloro che si sentono soli.

Un tempo per diventare saggi ed evitare lo spreco di cose, parole, pensieri. Un tempo per fare il bene, per dire parole alte, saggie, intelligenti, costruttive. Un tempo da vivere in pienezza! E pensando al percorso formativo di quest’anno direi che gli adulti di AC sono proprio sul pezzo!

Paola Panzani
Consigliere nazionale SA - diocesi di Milano