Adulti di AC nella scuola digitale

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La didattica è sospesa. In pratica la scuola è chiusa e tanti insegnanti si chiedono come collaborare attivamente in questo tempo dell’emergenza coronavirus. 

La prima esigenza che si avverte è quella di non abbandonare gli studenti; il contagio di questo virus sta diffondendo un senso di solitudine che può generare smarrimento e angoscia. C’è bisogno di tenere saldo il tessuto sociale del nostro paese attraverso un serio esercizio della responsabilità personale e tramite uno sforzo generoso di alimentare le relazioni e i contatti anche in un contesto di apparente isolamento fisico. 

La scuola al tempo del coronavirus.

Venerdì scorso come amici e come adulti di Azione cattolica ci siamo sentiti in videochiamata per confrontarci sulla situazione che stiamo vivendo e per rilanciare la didattica attraverso qualche buona intuizione. Grazie alla nostra associazione abbiamo idealmente attraversato l’Italia e condiviso contesti differenti ascoltandoci reciprocamente e sostenendoci. Ci siamo conosciuti attraverso alcune responsabilità associative: Luciaprofessoressa di inglese in un istituto in provincia di Vercelli, Leonardo prof. di informatica in una scuola in provincia di Ferrara, Manuel docente di religione cattolica in provincia di Rimini, Francesco che insegna la stessa materia nella zona di Brindisi e Nicola insegnante di lettere a Cosenza. Abbiamo unito Calabria, Puglia, Emilia-Romagna e Piemonte raccontandoci storie di vita scolastica e lo sforzo di tenere vivi i contatti in mezzo a questa emergenza; ci siamo scambiati suggerimenti su diverse app di facile utilizzo e molto efficaci nell’offrire stimoli didattici. Siamo certi che queste novità didattiche dovranno segnare il periodo post emergenza e ci siamo resi conto ancora una volta della ricchezza della nostra associazione che in ogni situazione di vita può generare speranza, può seminare gesti di bene comune. 

 

Lucia, Leonardo, Manuel, Francesco e Nicola