Per una vita ...come un'opera d'arte!

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Dal 4 al 6 agosto si è svolto a Spello, presso Casa san Girolamo, il modulo del Settore Adulti dedicato alla ricerca spirituale attraverso l'arte. Proponiamo qui di seguito un racconto dell'esperienza.

“Legarsi, lasciarsi, essere lasciati, ricominciare”: sono eventi di vita che aprono degli spazi all’annuncio perché suscitano domande.
Da questa riflessione sono partiti don Luca Palazzi, direttore dell’Ufficio catechistico di Modena, e Andrea Nante, direttore del Museo diocesano di Padova per accompagnarci, come guide sapienti, generose ed empatiche, in un breve, quanto intenso e affascinante percorso educativo su Arte e Spiritualità. 
Il nostro viaggio ha preso avvio “dall’umano che ci abita”: posti davanti a una selezione di opere d’arte di artisti, epoche e soggetti disparati, siamo stati invitati a scegliere quella che evocava maggiormente nostre esperienze di legami nati, spezzati, riannodati. 
Come non provare da subito uno stupore riconoscente, costatando che l’approccio che ci veniva presentato era quello che la nostra Azione Cattolica ci propone con coraggiosa insistenza e perseveranza, quel metodo “vita - Parola-vita”, che caratterizza le nostre molteplici attività diocesane e parrocchiali?

L’amore autentico è gratuito come la bellezza
Perché Dio è bello, l’Arte è una via privilegiata per incontrarLo e chi sperimenta la bellezza, desidera che altri possano farlo. L’annuncio attraverso l’Arte ci aiuta a suscitare l’esperienza della fede, senza imporla, perché dell’Amore, come della bellezza, va anzitutto gustata la presenza. 
Utilizzare l’arte nelle nostre catechesi, quindi, non solamente è piacevole, ma rappresenta un approccio veramente efficace. Un’opera si incontra, non si legge: è necessario “vedere”, “sentire”, “capire”, “meditare/reagire” 
Ogni opera d’arte nasce da un incontro – quello dell’artista con le persone/le situazioni che essa rappresenta – e implica lo spettatore, concedendogli la libertà di possibili interpretazioni. 
Adottare un’opera nei nostri incontri di formazione o catechesi richiede rispetto: non siamo tenuti a parlare da esperti, ma neppure possiamo sottrarci a una minima preparazione storico-critica. Dell’opera d’arte siamo testimoni, quindi la presenteremo senza mettere noi stessi al centro e in maniera “sinfonica”, a più voci, ciascuna esperta di un sapere (artistico, teologico, formativo), senza far prevalere una competenza sull’altra.
Potremo avvalerci di un’opera d’arte per molteplici finalità: in funzione proiettiva (si parte dall’opera d’arte per aiutare le persone ad identificarsi e ad esprimere le proprie rappresentazioni religiose), documentale (l’opera d’arte come esempio di interpretazione e attualizzazione di un testo biblico) o ri-espressiva (l’opera d’arte diventa un mezzo per esprimere quanto elaborato durante uno specifico percorso catechistico). 

Le nostre vite come opere d’Arte
Don Luca da Modena, Andrea da Padova, Titty da Napoli, Anna Maria da Andria, Cristina e Piero da Faenza, Don Vittorio da Jesi, Maurizio e Nicoletta da Roma, Rosa e Umberto da Sorrento, Silvia, Ada, Sara e Angelo da Cremona, Giovanna, Tiberio e Francesca da Cesena, Serenella, Luigi e gli altri amici di Genova: ...a Casa San Girolamo, siamo stati per tre giorni una piccola comunità di adulti diversi per età, provenienza e condizione, ma capaci di aprirci ad intensi racconti e donarci quanto di prezioso stavamo scoprendo su di noi e sulle nostre vite. 
Nei momenti laboratoriali, siamo stati noi stessi chiamati a simulare la programmazione di un incontro di catechesi con l’arte, sperimentando in prima persona la ricchezza del lavoro d’équipe e l’impegno che esso richiede. 

Trasmettitori di bellezza
Poter vivere da adulti esperienze come questa, ci fa sentire accolti e custoditi dalla nostra bella AC, che sempre continua a dare risposte concrete e nutrienti ai bisogni formativi di ogni età. 
A noi, ora, la gioia e la responsabilità di diffondere la bellezza che abbiamo visto e vissuto, portando nelle nostre diocesi, ciascuno per le proprie possibilità, le suggestioni e gli strumenti che ci sono stati trasmessi. 
 
 
Francesca Santerini
(diocesi di Cesena-Sarsina)