Sintesi dei lavori della commissione Adulti-Giovani 2011/2014

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Di seguito riportiamo la sintesi dei lavori della commissione Adulti-Giovani nel triennio 2011-2014

DA DOVE SIAMO PARTITI?

Da dove siamo partiti? Il triennio scorso ha lasciato una lettura della situazione dei G/A e A/G espressa nel testo “Il sogno si fa vita”

In questo testo erano già stati evidenziati alcuni aspetti importanti, e in particolare:

  1. È un’età in cui è difficile trovare un dato che accomuna perché è una condizione plurale e di fragilità;

  2. Non si riscontra una proposta formativa specifica;

  3. Si individua il nodo problematico della figura educativa che anima i G/A –A/G

Nel testo sono stati fatti anche alcuni ritratti di gruppo per rappresentare le diverse esperienze che si possono verificare a seconda delle situazioni di vita (per le tipologie di gruppo individuato e i suggerimenti dati rimandiamo al testo).

Lo strumento è tuttora valido e attuale ma probabilmente dovrebbe essere maggiormente diffuso perché in molte diocesi non è ancora conosciuto né utilizzato.

DOVE SIAMO?

  1. FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE ATTUALE E SOMMINISTRAZIONE DEI QUESTIONARI

All’inizio di questo triennio, a partire dalle riflessioni sul testo “il sogno si fa vita” si è pensato di elaborare una scheda-questionario sulla realtà dei GA/AG da distribuire e far compilare alle diocesi.

LETTURA DATI EMERSI DAI QUESTIONARI

TESTO INTEGRALE DELLA SINTESI

I questionari sono stati compilati da 121/222 Diocesi, che rappresentano il 54% delle Diocesi nelle quali è presente l’AC.

In generale emerge un’attenzione verso la realtà dei giovani adulti che è molto sentita soprattutto dal settore adulti ma il dato forse è un po’ falsato dal fatto che Il questionario è stato compilato per la maggior parte da adulti, infatti laddove hanno risposto giovani spesso i dati, per la stessa diocesi, non corrispondevano.

Si racconta di una presenza abbastanza importante di adulti giovani nelle diocesi ma l’impressione è che si sia raccontato soprattutto la presenza ma che non ci siano molti gruppi che fanno un percorso strutturato.

L’attenzione c’è un po’ per tutti da diverso tempo, ma probabilmente solo come attenzione alla questione. Infatti ciò che emerge dall’incrocio dei dati è la mancanza di proposte precise e, comunque, la proposta non è strutturata dal punto di vista associativo o non ha un’identità specifica di AC.

Ciò che sembra emergere maggiormente è che l’attenzione a questa fascia d’età è più del settore adulti ma probabilmente perché i giovani fanno fatica a fare il “passaggio” o perché la scelta associativa non è stata fatta in maniera così consapevole.

ASPETTO CRITICO: quando non c’è più il ruolo di responsabile o educatore spesso non c’è neanche l’adesione… Perché? Per la fatica dell’impegno vissuto o perché non c’è una forte identità associativa?

Ciò che ci sembra necessario, a riguardo, è riscoprire l’appartenenza all’associazione come semplici aderenti e non necessariamente come responsabili o educatori, così come va proposta un’adesione che non è esclusivamente legata alla presenza che, in questa fase della vita, è difficile garantire con costanza.

 

Laddove si è iniziato a ragionare sulla questione in sede di Presidenza o di Consiglio diocesano, probabilmente la proposta non è gestita al meglio perché solo nel 7% dei casi è stata costituita una commissione mista tra adulti giovani.

In pochi casi esiste un incaricato specifico per questa fascia d’età ma crediamo che questo dato sia positivo, perché l’attenzione, secondo noi, deve essere unitaria. Bisognerebbe anche capire che ruolo si dà a questo incaricato, ma in generale la commissione mista risulta essere più funzionale perché ognuno ha la responsabilità del suo settore ma insieme si pensa a questa fascia. C’è da dire, comunque, che il fatto di avere un incaricato mostra sicuramente un’attenzione particolare agli A/G.

 

In generale c’è una presenza significativa di gruppi interparrocchiali o diocesani e questo dimostra l’esigenza di mettere insieme le energie e le risorse, e la difficoltà di avere i numeri per i gruppi parrocchiali. Lì però potrebbe emergere il rischio di non avere un forte riferimento ecclesiale.

In generale emergono regole poco comuni e grande flessibilità. L’appartenenza non è più legata alla presenza, quindi bisognerebbe trovare altre modalità per sentirsi dentro l’AC, anche se non ci si vede con costanza e regolarità.

 

Ci sembra importante che ci sia la consapevolezza di diventare veramente adulto nella fede, perché anche se la condizione di vita degli A/G non ha la stabilità tipica che si riconosce alla condizione di vita degli adulti è il momento in cui prendi in mano la tua vita!

NODO: chi li guida? Che formazione hanno gli educatori? Che tipo di assistenti? Come essere animatori di un gruppo A/G?

E’ importante capire a chi è affidata la formazione di questa fascia d’età tenendo conto che anche i più grandi tra gli adulti si mettono in gioco giorno per giorno e probabilmente non vedranno i frutti del loro impegno nella società e nell’associazione, quindi la figura dell’animatore va formata anche tenendo conto di questo…

 

E’ importante qualificare la proposta e renderla più attinente alla vita: l’importanza di porre una particolare attenzione a questa fascia d’età è anche quella di provare a fare in modo che non ci sia più, perché si diventa adulti nella fede così come si rimane giovani nella fede…

Riguardo ai contenuti della proposta si deve tener conto che è necessario aiutare a crescere e a stare anche nella fragilità…

Ci sentiamo anche di incoraggiare i gruppi misti, più che quelli che accompagnano una particolare condizione di vita… perché la formazione in AC ti deve portare ad interessarti anche di ciò che momentaneamente non ti riguarda!

La dimensione del RACCONTO in questo sicuramente aiuta…

NODO: mettere insieme i temi legati alla condizione di vita che ciascuno sta vivendo e l’esigenza di crescere insieme…

La chiave forse sta nell’ACCOMPAGNAMENTO: non è un problema solo di animatori ma di accompagnare le persone anche attraverso la testimonianza di una coppia, ad esempio, che abbia già affrontato le sue fragilità… Il gruppo non è l’unica risposta all’esigenza di formazione di questa fascia d’età… c’è anche da pensare ad altre modalità formative…

 

Nella proposta educativa deve essere centrale, comunque, l’aspetto del discernimento tra fede e vita perché è proprio l’età in cui il sogno si fa vita e quindi ciò che è stato detto in passato diventa la quotidianità.

NODO: è un’esigenza evidentemente molto sentita… ma come rispondiamo? Perché non si parla della vita?

 

Il testo adulti viene utilizzato anche dai giovani, ma con fatica. Il testo dovrebbe essere più fruibile per i G/A e pensato anche per loro.

NODI SU CUI LAVORARE

Sono emersi alcuni nodi sui quali la commissione vorrebbe lavorare in futuro e, in particolare:

  • la necessità di agire sul senso di appartenenza e su altre modalità per sentirsi dentro l’associazione, data la difficoltà di incontrarsi con costanza e regolarità in questa fascia d’età;

  • la qualificazione della proposta che deve mirare maggiormente al discernimento e alla sintesi tra fede e vita e saper rispondere alle esigenze di una condizione di vita in cambiamento;

  • la formazione degli animatori e degli educatori ai quali è affidata questa fascia d’età;

  • l’elaborazione di percorsi di nuova evangelizzazione e la riflessione su modalità formative che non siano strettamente collegate al gruppo;

  • la valorizzazione della ricchezza associativa attraverso il recupero di quanto è già stato elaborato su questa fascia d’età e la fissazione di alcuni temi chiave dai quali partire per elaborare una proposta formativa;

  • la necessità di una maggiore integrazione e condivisione tra il settore adulti e il settore giovani.

 

  1. MODULO FORMATIVO DEL SETTORE ADULTI SULLA REALTA’ DEI G/A A/G

 

Per proseguire nell’analisi e nel confronto si è pensato di dedicare un intero modulo formativo del settore adulti alla realtà degli adulti giovani.

Destinatari del modulo: Vice adulti; membri settore; incaricati GA/AG; Incaricati regionali adulti; commissione nazionale

Titolo: Il sogno si fa vita (Riprende il titolo del sussidio e sottolinea il fatto che è l’età in cui i sogni si incarnano e si incontrano/scontrano con la quotidianità)

Obiettivi: leggere la realtà degli adulti giovani.

Accompagnare come associazione queste realtà.

Contenuti proposti:

  • lettura sociologica: problematiche e potenzialità di questa stagione di vita:

  • lettura biblica spirituale su cosa significa diventare adulti nella fede

  • lettura associativa: dati dell’adesioni e esperienze associative

  • La proposta formativa e l’esperienza associativa per i GA/AG

  • Icona biblica: La vocazione di Geremia

Sede: San Felice Circeo (diocesi di Latina) dal 14 al 16 Settembre 2012.

Descrizione del percorso fatto

  • Si è deciso di partire dalla vita attraverso la testimonianza diretta di alcuni adulti giovani dell’associazione e una lettura della realtà attraverso una rappresentazione dei giovani (20-40 ANNI) nel cinema degli anni 2000 (v. il materiale sul sito…)

 

  • LETTURA SOCIOLOGICA. Tenuta dal prof. Gianpiero Dalla Zuanna dell’Università di Padova ha fatto emergere alcuni aspetti:

  1. il grosso incremento delle nascite degli anni 50-60 ha generato uno squilibrio nelle opportunità dei 30/40enni degli anni 80/90 rispetto ai 30/40enni di oggi;

  2. è la prima generazione multietnica e la prima con istruzione superiore ma il maggiore investimento nell’istruzione e la maggiore possibilità di confronto non sono bastati a colmare il gap generando una situazione di incertezza e precariato nel mondo del lavoro;

  3. si riscontra un ingresso “rallentato” nella vita adulta, un indebolimento dei rapporti di coppia e un’affermazione delle scelte individuali su quelle collettive sulle quali la famiglia, la Chiesa e le comunità locali non riescono ad influire come un tempo;

  4. si sottolinea l’esigenza che la Chiesa si faccia provocare dai cambiamenti per proporre un “modello cristiano” alle famiglie e valorizzare la scelta cristiana in un contesto plurale

(v. materiali sul sito)

- LETTURA TEOLOGICA SUL “DIVENTARE ADULTI NELLA FEDE”. Tenuta da don Pino Lorizio ha sottolineato la centralità della coscienza, in quanto “essere adulti significa essere capaci di scelte coscienti” e mettere la coscienza come punto di riferimento anche nella vita di relazione. È emerso anche che adulti si diventa: si tratta infatti di una dinamica che non va data per scontata ma va educata e accompagnata. Una fede adulta richiede maturità, impegno e capacità e voglia di mettersi in discussione e argomentare la propria fede.

- LETTURA ASSOCIATIVA. Tenuta da Paolo Trionfini sui risultati dei questionari ei dati selle adesioni del settore adulti (materiale sul sito e in archivio-

  • LA PROPOSTA ASSOCIATIVA è stata poi argomento di discussione e di proposte all’interno dei laboratori, nei quali sono emerse alcune considerazioni sulla vita associativa.

La scheda proposta nei laboratori era organizzata in 3 momenti fondamentali (allegati scheda proposta)

  1. chi è l’adulto?

L’adulto-giovane di AC è stato definito come la “generazione dell’AC rinnovata”, di quei giovani che il nuovo Progetto Formativo ha chiamato a vivere e promuovere uno stile nuovo, o meglio “rinnovato”, di cui l’accompagnamento educativo fino al Settore Adulti ha rappresentato una delle novità importanti (passaggio dalla figura dell’animatore giovani a quella dell’educatore). Ma da alcuni racconti è emerso che in diverse realtà locali i neo-adulti si prendono cura del cammino formativo di gruppo dei giovani, pur non avendo vissuto a loro volta questo tipo di esperienza con l’accompagnamento di figure più mature, e ancora oggi continuano a essere responsabili di se stessi e ad avvertire un certo senso di solitudine.

  1. Sulla scorta di questa lettura della condizione degli adulti-giovani, si sono poi condivise le prassi esistenti nelle associazioni diocesane.

In tutti i gruppi è emerso fortemente il valore dell’analisi della situazione esistente nei propri territori sulla scia della riflessione fatta a livello nazionale e la difficoltà di elaborare percorsi standard.

Più che delle vere e proprie prassi consolidate, ci sono alcune attenzioni che i consigli diocesani stanno proponendo, anche su sollecitazione del centro nazionale:

  • Collegamento col Settore Giovani ed eventuale sostegno, specie se si riscontrano difficoltà nella fascia d’età che precede il passaggio al Settore Adulti.

  • Cura unitaria dei passaggi, col coinvolgimento non solo dei Settori ma anche dell’ACR, per momenti periodici di incontro.

  • Occasioni diocesane di aggregazione e formazione rivolte a tutti gli adulti-giovani del territorio, attraverso vari eventi o week-end.

  • Nomina di un Incaricato G/A e A/G, costituzione di una commissione unitaria e formazione dei formatori.

  • Attenzioni specifiche per ogni “condizione di vita” (single, coppie, genitori).

  • “Campo vacanza”, una proposta differente e più “leggera” per invitare persone nuove (famiglie, giovani, GA/AG).

 

  1. Si è provato, infine, ad individuare dei percorsi associativi

 

  • Come primo passo, esercitare il discernimento comunitario attraverso il metodo consolidato del vedere – valutare – agire, per guardarsi “dentro” e guardare “intorno” prima di prendere decisioni.

  • Nominare un incaricato GA/AG a cui non delegare la formazione ma a cui affiancare un gruppo di lavoro o commissione fatta di diverse figure, coinvolgendo in particolar modo il Settore Giovani.

  • Pensare azioni concrete su tre livelli: associativo, pastorale e sociale, per sensibilizzare a questa attenzione i consigli e i soci di AC, la Chiesa diocesana e il territorio.

  • Proporre momenti di formazione per intercettare anche nuovi adulti-giovani, partendo dalla vita delle persone e non tanto dalle suddivisioni “anagrafiche”, che fanno parte più che altro di un nostro linguaggio interno. Si potrebbe aggregarli intorno a dei temi di interesse tra cui: la fragilità affettiva, la precarietà lavorativa, il valore di una vita secondo la Spirito.

  • Prevedere, nei diversi momenti formativi, il confronto con figure più adulte che facciano da riferimento per chi si trova ancora a dover definire scelte e situazioni di vita.

  • Proporre esperienze di servizio o di progettazione sociale che possano rispondere alle esigenze concrete della città e del territorio, valorizzando le diverse professionalità e competenze degli adulti-giovani di AC.

  • Creare occasioni per coltivare l’amicizia spirituale tenendosi uniti nella preghiera anche a distanza.

 

  1. COLLABORAZIONE CON IL SETTORE GIONANI PER LA STESURA DEL TESTO

La commissione nazionale durante gli ultimi 2 anni ha collaborato attivamente alla stesura del testo giovani individuando tematiche, proposte e spunti di attività che sono state inserite nel testo giovani (Ci metto la faccia- testo giovani 2013-2014 e testo in stampa per il 2014-2015) nella sezione dedicata ai giovani adulti.

Questo tipo di collaborazione ha sicuramente dimostrato l’attenzione del settore adulti verso questa fascia d’età e ci auguriamo che sia stata feconda, ma sarebbe auspicabile una maggiore integrazione in tal senso con il testo adulti.

VERSO DOVE ANDIAMO? INDICAZIONI PROPOSITIVE

Giovani/Adulti "in uscita"

Una delle priorità è quella di individuare percorsi concreti di annuncio, occasioni in cui i percorsi associativi si intreccino con i passaggi di vita tipici di questa fascia di età, ecclesiali e non solo.

In particolare, alcuni luoghi di annuncio da esplorare potrebbero essere: i corsi prematrimoniali, la preparazione dei genitori al battesimo dei figli, prime esperienze nel mondo del lavoro e difficoltà nelle situazioni di precariato o di non lavoro, le fragilità affettive, il sostegno alla genitorialità.

A tal fine, a tutti i livelli si rendono urgenti rinnovate sinergie tra i movimenti d'ambiente, in particolare il MLAC, la FUCI, il Laboratorio Bachelet ecc. e i Settori Adulti e Giovani.

Il Centro Nazionale dovrebbe elaborare nuovi strumenti che incentivino e supportino queste esperienze di missine e di evangelizzazione.

La formazione

Un nodo da troppo tempo irrisolto è la formazione degli animatori dei gruppi. Chi oggi ha la responsabilità di coordinare un gruppo non sempre ha gli strumenti per far fronte alle sfide che questa fascia di età porta con sé e difficilmente trova supporti adeguati nelle proposte nazionali e diocesane.

I Laboratori della Formazione devono essere coinvolti per primi nell'elaborazione di strumenti e proposte specifiche che si inseriscano agilmente nei percorsi ordinari o che suggeriscano esperienze nuove.

Un utile contributo per gli animatori può essere dato, in particolare a livello regionale, dalla condivisione delle esperienze esistenti o semplicemente dal confronto.

Sarebbe inoltre auspicabile, in modo speculare a come già avviene per i cammini formativi del Settore Giovani, un apporto di quest' ultimo per un attenzione specifica nel sussidio annuale del Settore Adulti.

Collaborazione tra Settori

Vista la specificità di questa fascia di età e la sua collocazione "marginale" sia nel settore Giovani sia in quello Adulti, si ritiene imprescindibile l'individuazione di spazi e tempi di collaborazione tra i due Settori per un'attenzione meno frammentaria e per la realizzazione di iniziative più incisive. Questo è valido ai livelli parrocchiale, diocesano e nazionale. In particolare per quest'ultimo si suggerisce per il prossimo triennio la costituzione di una commissione Giovani/Adulti intersettoriale.