Matera, le Beatitudini: una Parola sottosopra

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Dal 29 al 31 luglio 2016, Matera, designata Capitale Europea della Cultura per il 2019, la città dei sassi patrimonio dell’Unesco è divenuta una città Sottosopra! 

Da un piccolo belvedere la puoi osservare…Matera, considerata un tempo la vergogna d’Italia,  punta in alto con la bellezza della sua cattedrale che, come madre, abbraccia un’architettura irripetibile. 

Un presepe naturale, sostengono in molti, un presepe che ha una culla a forma di canyon scavato nel tempo da un torrente. E non è forse ciò che la natura ha fatto per Matera, quello che la Parola, di questi giorni ha fatto con noi adulti Ac erranti e compagni di strada? 

Le Beatitudini, una “Parola che scava”, una “Parola Sottosopra”, il capovolgimento della logica del mondo, il sasso che diviene pietra viva e si trasforma in una mangiatoia d’amore.

Sottosopra la mia testa durante il primo giorno, grazie all’interessante intervento della dottoressa Augelli nel momento in cui presenta una slide con una frase di M. Heidegger “Noi siamo le api dell’invisibile: raccogliamo incessantemente il miele del visibile per accumularlo nel grande alveare d’oro dell’invisibile”. Mi colpisce e mi catapulta nella poesia, nei riflessi della cultura   perché lo stesso Heidegger ha scritto tanto del mio poeta preferito, Hölderlin, un poeta che ha creduto nella origine divina della poesia. La poesia di Hölderlin scriveva Heidegger, è “il senso della vita. Essa colma l’abisso che c’è tra il sopra e il sotto dello spirito, fra Dio e gli uomini” 

Sottosopra il mio cuore, il secondo giorno, durante un intimo momento  di spiritualità nella Chiesa di Santa Chiara quando don Emilio ricorda Carlo Carretto ed il suo “ Deserto nella città”.  

Qui, don Angelo Gioia, assistente unitario Ac della diocesi di Matera-Irsina, spezza per noi il buon pane della Parola Alfabeto della Vita parlandoci di un futuro che è una gioia già qui, già ora se ci lasciamo scavare dalla bellezza delle beatitudini evangeliche. 

E’ il momento del deserto, il deserto nella città, nella mia città che osservo con occhi nuovi. 

Nuovi sono i volti, nuovi gli scorci, nuova una parte di noi…anche il suono del solito organetto fuori dalla chiesa, che canta la tristezza di una vita precaria, è nuovo…

Sottosopra il mio cuore, il terzo giorno, quando la laboriosa Gabriella Iavernaro mi chiede tout court di leggere la seconda lettura della liturgia domenicale Col 3,1-5.9-11.

Il cuore batte, la mano trema, la voce proclama:“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”

Più sotto-sopra di così!!! :) Cielo e terra da osservare con occhi nuovi per svestirsi dell'uomo vecchio e rivestirsi di nuovo, ad immagine di Colui che ci ha creati.

Grazie don Emilio, grazie Giuseppe e Maria Grazia, grazie a tutta l’equipe adulti per averci messo testa-cuore…SOTTOSOPRA!!!

Giusy Cirone, Arcidiocesi di Matera - Irsina