La programmazione in 10 parole...

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L’arrivo di settembre coincide con un periodo particolare nella vita del responsabile di Ac: quello della programmazione. Occorre far ripartire iniziative, attività, la formazione dei gruppi sul territorio. Insomma c’è molto da fare e poco tempo per farlo.

 

Ecco perchè, nell’elenco delle parole da tenere presente per iniziare il cammino associativo di quest’anno,  inserirei al primo posto il termine TEMPO. 

Programmare, infatti,  non è solo fare una lunga lista di contenuti da trattare, quanto condividerne scopi,  maturare scelte comuni, indicare un cammino da percorrere insieme. L’esperienza insegna che là dove ciò non avviene, è più difficle costruire un percorso che possa dirsi veramente formativo. Per cui, proprio perchè gli obiettivi che ci poniamo sono ambiziosi,  è necessario trovare tempi distesi, liberi dalla fretta e dalla frenesia dell’inizio,  pieni di attenzione e  di preghiera.  

Ciò ci porta al secondo punto che riassumerei nella parola STILE.

La programmazione non può essere il frutto di un responsabile che da solo decide cosa fare, E’ piuttosto una azione condivisa,  pensata e realizzata insieme ad alcuni soci adulti, tra quelli più sensibili, per individuare  priorità con lo stile e il metodo del discernimento. Occorre  domandarsi come  alimentare e rilanciare la vitalità del gruppo,   come mantenere e accrescere la  capacità di farsi compagni di strada di chi ci vive accanto, quali sono le esigenze di questi adulti che iniziano un nuovo percorso formativo. Tante domande che trovano risposta nella parola numero tre: ASCOLTO di chi abbiamo accanto, del territorio dove abitiamo, di ciò che la vita intorno a noi racconta.  E’ buona cosa, anche, confrontatrsi  con i responsabili degli altri settori o movimenti per individuare punti in comune, spazi di collaborazione. 

La quarta e la quinta parola sono  CHIESA  e ASSOCIAZIONE. Il programma della Chiesa diocesana è il primo riferimento per le scelte associative. Ciò vale anche per le scelte a livello parrocchiale che tengono conto anche del cammino della propria Chiesa locale. Questo modo di programmare vale anche per i diversi livelli dell’associazione: ogni programmazione attinge  idee, osservazioni, suggerimenti, indicazioni che provengono dei diversi livelli nazionali e diocesani.

Il sesto termine ci porta al FILO ROSSO del testo adulti di quest’anno: leggerlo, comprenderlo ci permette di cogliere le relazioni tra le diverse schede del testo, colloca le proposte in esse contenute, in uno sfondo di significato che da valore al percorso formativo. Questo filo rosso è spiegato nella BUSSOLA, ecco trovata la parola numero sette, che introduce il testo stesso  e, da quest’anno, anche nelle schede animatore scaricabili dal sito “parole altre” che spiegano le scelte fatte da chi lo ha redatto  e  propongono possibili itinerari.

Importante, infine, è il rispetto del metodo formativo proposto agli adulti che ha la sua sintesi, e siamo arrivati alla parola numero otto nella dinamica VITA – PAROLA – VITA tipica di una autentica spiritualità laicale.

Mancano le ultime due perole. Le riassumerei con i termini  STRUMENTI e  CREATIVITA’. La prima  rimanda alla ricchezza di contenutii che vengono offerti sul sito in ogni scheda: scopriteli, manipolateli, adattateli in modo dai raggiungere gli obiettivi che vi proponete nel modo migliore. Il tutto con fantasia e creatività per un cammino formativo che sia ricco e profondo ma, anche,  che aiuti gli adulti ad uscire da una abitudinarietà che spesso mortifica la gioia e lo stupore.   

Potrebbero esserci altre parole.... sono tutte da scoprire!

Paola Panzani

Consigliere nazionale per il Settore Adulti