La buona politica è a servizio della pace

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Il messaggio di papa Francesco per la LII giornata mondiale della Pace ha come tema la  buona politica come strumento a servizio della pace. 
La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo: è buona dunque la politica che promuove la crescita di tutti nella prospettiva della “cura della casa comune”  ossia il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine altrimenti essa può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione. La politica è funzione ossia tecnica che richiede competenza e professionalità, ma è soprattutto responsabilità che si alimenta nella carità ossia nell’amore della libertà e della dignità della vita di ogni persona. Privata dell’amore la politica rischia di diventare tecnocrazia, disconnessa dalla competenza la politica rischia la superficialità e l’improvvisazione.
Giustizia, equità, rispetto reciproco, sincerità, onestà e fedeltà sono pertanto le virtù eminentemente umane che corroborano l’azione politica e la proiettano nella vita delle istituzioni, dentro una fitta rete di relazioni, non prive di dialettica e conflitto, ma sempre ordinate al bene comune. Ciò perché vivere e lavorare con altri è senza dubbio una via di crescita spirituale (Gaudete et Exsultate, 141), e dunque la politica diventa un luogo di santificazione e uno tempo di beatitudine come aveva suggerito il cardinale François-Xavier Nguyễn Vãn Thuận:

Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.
Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.
Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.
Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.
Beato il politico che realizza l’unità.
Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.
Beato il politico che sa ascoltare.
Beato il politico che non ha paura.

La buona politica si mette così al servizio della pace poiché rispetta e promuove i diritti umani fondamentali, che sono ugualmente doveri reciproci, affinché tra le generazioni presenti e quelle future si tessa un legame di fiducia e di riconoscenza.
La democrazia costituisce così, nella sua forma più essenziale di sistema di discussione pubblica per la costruzione di decisioni che garantiscano inclusione ed integrino la partecipazione attiva di tutti i cittadini, un bene prezioso per la realizzazione concreta della pace.
Tanti sono gli ostacoli da superare e quasi tutti nascono quando  le persone si pensano come individui e asserviscono le propria vita al potere e al dominio spesso violento dei propri simili, dimenticando la fraternità. Emergono così i vizi della politica: la corruzione – nelle sue molteplici forme di appropriazione indebita dei beni pubblici o di strumentalizzazione delle persone –, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della “ragion di Stato”, la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali in ragione del profitto immediato, il disprezzo di coloro che sono stati costretti all’esilio.

La pace è un dono da accogliere che chiede a tutti di divenire capaci di lavorare quotidianamente e con cura, di essere artigiani di pace, vivendo la politica come servizio per la crescita di tutti a partire dai più piccoli. 
La pace, in effetti, è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La pace è una conversione del cuore e dell’anima, ed è facile riconoscere tre dimensioni indissociabili di questa pace interiore e comunitaria.

Giuseppe Notarstefano

vice presidente nazionale per il Settore Adulti

 

La presidenza nazionale ha pensato di accompagnare questo mese della pace 2019 con otto commenti/testimonianze a cura di soci impegnati nella politica, appartenenti a diverse formazioni e schieramenti politici, particolarmente nelle amministrazioni locali. Abbiamo chiesto loro di approfondire una beatitudine ed un vizio della politica soprattutto a partire dalla loro concreta esperienza quotidiana.