Fioretta Mazzei

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Fioretta Mazzei nasce a Firenze il 26 settembre 1923 da una nobile e antica famiglia fiorentina di viva tradizione cristiana. La casa è frequentata da don Giulio Facibeni (fondatore dell’opera Madonnina del Grappa per l’infanzia orfana e abbandonata).Studentessa liceale conosce Giorgio La Pira – professore di diritto romano e collega del Babbo Jacopo. Durante la guerra nell’estate del ’43 la sua famiglia ospita La Pira ricercato dai fascisti. Stabiliscono un sodalizio spirituale per la reciproca edificazione e per sostenersi nella fede destinato a non interrompersi mai più.

 
Fioretta Mazzei, negli anni dal 1944-'45 fino a tutto il 1948 (anno della sua laurea con Eugenio Garin) fu responsabile FUCI a livello regionale e come tale aveva frequenti contatti con i responsabili nazionali ed ebbe un ruolo attivo nei congressi nazionali. 
Del resto, nella sua famiglia la militanza in Azione Cattolica era una costante: anche sua  
nonna Marianna Mazzei fu presidente diocesana di Azione Cattolica negli anni Trenta. Dal 1951 Fioretta insegna religione. E’ l’occasione cercata e amata, per incontrare centinaia di giovani, specie ragazze, con le quali instaura  uno straordinario magistero di cultura e di vita. Alle elezioni del 1951 che vedranno Giorgio La Pira eletto sindaco di Firenze, Fioretta entra in Consiglio comunale come consigliere per la Democrazia Cristiana e sarà rieletta, quasi in consecutivamente fino al 1955. La sua attività politica diventa sempre più intensa. Il Sindaco La Pira associa strettamente Fioretta alla sua azione politico-amministrativa. Naturalmente in parallelo a tutta l’attività condivisa nell’assistenza ai poveri della città. Segue La Pira nei contatti internazionali, che proseguirà personalmente anche dopo la sua scomparsa. La sua casa, sempre aperta, ospita ragazze, persone in difficoltà. Continua a coltivare fino all’ultimo la consuetudine d’affetto e d’operosità con il gruppo fiorentino dell’Amicizia ebraico-cristiana. Dal 90 al 95 è Presidente della Commissione per la Pace del Comune di Firenze e in questa veste promuove il gemellaggio fra Nazareth e Firenze nel nome dell’Annunziata: con questo titolo è venerata a Firenze nella basilica a Lei dedicata la Madre di Dio.
 
Muore a Firenze l’11 novembre 1998, offrendo le sue sofferenze per la Chiesa e la causa della pace in vista del Grande Giubileo che apre il terzo millennio cristiano.
 
Fioretta Mazzei ha rappresentato una delle fisionomie spirituali e umane tra le più  originali e complesse del laicato cattolico degli ultimi cinquant’anni, dove la complessità pensosa del suo interrogarsi non equivaleva a complicazione ed oscurità ma alla capacità – che è anche dono di Dio – di comprendere con un unico sguardo di fede e d’amore intelligente le tante necessità degli uomini e della società del nostro tempo; i valori e gli impegni che implica in Regnum Dei, della cui attuazione, nel concreto delle scelte quotidiane, Fioretta Mazzei è stata eroica costruttrice. Una donna che si interroga sul senso della laicità cristiana e sul compito dei laici nella società, nella Chiesa, nella storia con una straordinaria capacità di trarre da ciascuno il  suo meglio. Sceglie di consacrasi a Dio rimanendo nel mondo per portare il mondo a Dio, vivendo un’esperienza quotidiana aperta a tutti: nella scuola, nel suo quartiere, come nella politica fiorentina e nazionale. La molteplicità dei suoi interessi ed ambiti di attività, non le  ha impedito di raggiungere in se stessa, sotto lo sguardo pacificatore ed unificante di Dio, una straordinaria sintesi di esperienza cristiana, insieme attiva e contemplativa.
 
 
 
GRAZIE
 
‘Grazie’ è la parola più completa e più totale che fina dalla nascita l’uomo possa rivolgere al suo Creatore per tutti quelli che lo circondano. Su questo ‘grazie’ si può vagare all’infinito però io tengo ora a ricondurlo ai miei ‘grazie’ dall’infanzia a questi 75 anni costellati solo di grazie. Un ‘grazie’ contiene anche affetto, riconoscenza ed è quello che volevo consegnare ad ognuno di voi, a cominciare dai più piccini, dai più dimenticati, dai tanti che non si sono nemmeno accorti che mi facevano dire ‘grazie’ e di cui è piena tutta la mia vita. Un grazie anche a tutti i miei familiari e alle ricchezze morali che mi  hanno consegnato, però lo ripeto, e devo dire di averlo sentito per tutta la mia vita, che questo ‘grazie’ è soprattutto legato ai tantissimi che ho visto, conosciuto e amato senza stoira e senza un perché. A questi e a tutti spero di dire per ciascuno un ‘grazie’ potente dalle braccia della Madonna, dei miei angeli custodi e di tutti quelli con cui sarò con gioia per sempre in Paradiso. (dettata da Fioretta il 2 ottobre 1998, festa degli angeli custodi)