Da generici a generatori - Il Festino di Santa Rosalia

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“Generici” e “generatori” sono due parole che hanno la stessa radice, provengono entrambe dal latino genus, "generare".  Sono stati il tempo e la trasformazione della lingua a separare la loro storia lessicale.
Oggi definiscono percorsi completamente diversi. 
Mentre il “generico” comprende un tutto non specifico, non particolare, la parola “generatori” ci chiede, invece, di essere persone concrete, significative, generative e di “mettere in atto lo stile e le parole del Vangelo”. Questa è la differenza che ci ha accompagnato, lungo le strade di una Palermo calda ed affollata, durante il Festino di Santa Rosalia. 
L’occasione di partecipare al Modulo Formativo “Il linguaggio nella spiritualità popolare” proposto dal Settore Adulti di A.C. dal 13 al 15 Luglio, ci ha fatto vivere questo cambiamento di stato, spostando il nostro punto di vista dalla generica partecipazione ad una delle tante feste popolari che arricchiscono il patrimonio culturale italiano, alla partecipazione generatrice che attraverso la virtù dell’incontro ci permette di scavalcare il recinto del sacro per andare in mezzo alla gente .
Così il 394° Festino di Santa Rosalia, secolare festeggiamento palermitano, oltre tanti, tantissimi, incontri, odori, sapori, abbracci, strette di mano, oltre tante preghiere, riti, simboli, ci ha permesso di riscoprire il senso della festa, dove il gregge diventa essenziale e – accompagnato da un Pastore immerso nel suo Popolo – riesce a segnare nuove strade, ad annusare nuovi percorsi verso il Signore.
La spiritualità popolare diviene così un baluardo da contrapporre alla secolarizzazione che non è solo ideologica ma anche frutto di un materialismo ispirato alla concezione edonistica della vita.
Palermo, araba, normanna, barocca, bellissima, ma ancora con le evidenti cicatrici dei maltrattamenti mafiosi, è stata la cornice di una riscoperta della spiritualità popolare, che scappa dal perbenismo di chi afferma di conoscere tutto a livello teorico e poi non riesce ad avere alcuna aderenza con la vita reale e invece si apre – manco a farlo apposta panormos vuol dire tutto porto –  alla gente, facendo incontrare fede e vita, ...trasformando così una festa generica in un incontro generativo.
La nostra azione di cattolici può e deve percorrere questa strada sapida. Il sapore del Vangelo è nell’incontro. Solo attraverso questo possiamo testimoniare la Buona Notizia. Solo così possiamo evangelizzare, nel senso di attualizzare la concretezza del Vangelo fondata sull’incontro occasionale e non sullo schema preconcetto.
Grazie per questa occasione di riflessione sul linguaggio della spiritualità popolare, grazie all’AC palermitana che tanto si è prodigata e spesa per farci sentire accolti, a casa! 
Viva Palermo e Santa Rosalia!

Alfredo Chiantini
Vice presidente SA Diocesi di Avezzano