C'è un tempo... - Laboratorio di Progettazione Associativa

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"Oh, non è facile. La città ti distrugge,  il lavoro ti rende inquieto, manco di unità, la serenità mi sfugge sovente, devo fare fatica a tirare innanzi, soprattutto scarseggia la gioia quella vera.
L’ideale sarebbe poter pregare un po’, trovare un po’ di spazio per ripensare con calma le cose… ma come fare?
Ho l’impressione che mi manca il tempo, ma forse è solo un’impressione. "

Erano queste le parole di Carlo Carretto nel suo Deserto nella città ...e queste stesse parole sembrano risuonare nella vita degli adulti di AC chiamati ad abitare un tempo ricco di sfide e di impegni da tenere insieme alla ricerca di una vita spirituale che dia senso e ritmo alle nostre giornate.

Questa riflessione ha animato il Laboratorio di Progettazione Associativa del Settore Adulti che si è svolto a Roma, presso la Domus Mariae, il 18 e 19 novembre 2017.
Il Laboratorio di Progettazione Associativa è il 'pensatoio' del Settore adulti: gli incaricati regionali, i consiglieri nazionali, i responsabili delle commissioni del SA riflettono sulle dinamiche della vita adulta per dare un respiro sempre più ampio alla proposta associativa del Settore. La dinamica è quella del laboratorio: ci si mette in gioco in prima persona, da adulti, per condividere esperienze di vita che abbiano qualcosa da dire al percorso associativo.

Così a partire dalla condivisione delle proprie agende gli adulti si sono confrontati con un laboratorio ritmico-musicale col maestro Massimiliano De Foglio per poi elaborare una riflessione di tipo sociale e spirituale con Luca Alici, docente di filosofia. Il percorso sul tempo ci ha portato poi a condividere un momento di preghiera nella metropolitana fino alla stazione Termini guidati dalle parole di Carlo Carretto.
I lavori di domenica si sono concentrati invece sulla vita associativa nel tentativo di accordare sempre meglio i tempi dell'AC con quelli della vita degli adulti. La prospettiva - indicata anche da Luca Alici - è quella della vita laicale, con i suoi ritmi e le sue imperfezioni - in cui l'armonia non deriva da un'agenda perfettamente organizzata, ma dalla capacità di vedere le cose con occhio nuovo, toccarle con spirito nuovo, amarle con un cuore nuovo (C. Carretto).