Programma della Commissione Socio-Politica 2011-2014

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Nel triennio passato si è cercato di mettere a fuoco e ri-centrare proposta formativa attraverso esperienza di gruppo praticabile. Esigenza di riappropriarci dell’impegno come figure educative (animatori responsabili). Giro delle regioni e lettura questionari che hanno dato possibilità di confrontarsi con nodi tematici della vita associativa (cd all’assemblea). Adulto può essere e dirsi tale solo se capace di sviluppare e maturare pienamente la propria persona (in riferimento all’età (ag/ga + adultissimi), all’essere laico (culturale e sociopolitico), all’essere cittadino del mondo (internazionale) e all’ambito decisivo della comunicazione che ci rende prossimi al mondo nel quale siamo pienamente inseriti. Scelte che devono essere tradotte nel vissuto e che individuano il Concilio Vaticano II come elemento decisivo di confronto e di stimolo (50 anni del concilio) non dentro al museo per tirar fuori ricordi, quanto piuttosto per far rivivere il concilio nella vita stessa dell’associazione. Attraverso la riappropriazione del concilio rigenerare un laicato associato capace di vivere il vangelo in questa storia, in questo tempo. Grandi scelte conciliari assunte con lo statuto e con il ricordo di Vittorio Bachelet che ha contribuito in  modo esemplare a far nostro lo spirito del concilio con la scelta religiosa. Tutte le generazioni che oggi contribuiscono alla vita e all’esperienza associativa si sono immersi nello spirito conciliare (prima volta nella storia!!!) vuoi per esperienza diretta, vuoi perché cresciuti nel solco segnato dall’esperienza conciliare.
Si parte dala Gaudium et Spes (GS). Non per scelta gerarchica di precedenza, ma piuttosto perché è la costituzione che meglio può rappresentare paradigma del concilio e ci può provocare come laici. E’ la costituzione ‘pastorale’, voluta da Giovanni XXIII, senza alcuno schema conciliare alle spalle (la macchina preparatoria ha preparato molti schemi per i vari documenti ma non per GS, peculiarità che la rende pienamente frutto del lavoro realizzato a concilio aperto. Fa se di redazione complicata, approvata nella stretta finale (7 dicembre 1965). Consultazione dei vescovi di tutto il mondo per indicazione dei temi. Categoria del ‘mondo’ molto scivolosa (ateismo, laicismo, ----) Ribaltamento del concetto di mondo (Battuta di padre Congar: ‘tra i segni dei  … 1 cristiano su 2 non è cattolico). Concilio pastorale vs concilio dottrinale. Una chiesa che sa leggere e distinguere i segni dei tempi. Discorso di apertura del concilio GIOVANNI XXIII). Non si deve custodire la dottrina, ma favorire la formazione delle coscienze e dell’educazione. Problema dello schema 13 senza nome e in qualche modo scherzosamente snobbato. Votazione finale dicembre 1965.
 
Proposta di prima sintesi emersa dai lavori
 
  • Continuità con il lavoro svolto nel triennio precedente
  • Potenziamento del lavoro della commissione a tentare raccordi tra cammini, centro studi, iniziative unitarie
  • Servizio di connessione tra ‘terminali di rete’ (esperienze locali, iniziative esistenti, collaborazioni con altri enti, commissioni diocesane, …)
  • Mappatura e monitoraggio esperienze esistenti nell’ambito culturale e sociopolitico
  • Piccole sperimentazioni a livello locale (laboratori della partecipazione) con il coinvolgimento del settore, del centro studi, degli istituti per favorire aperture al territorio.
  • Formazione all’attenzione culturale e sociopolitica integrata nei cammini formativi (a tutti i livelli dall’ACR in poi) che diventi stimolo e supporto alla motivazione delle proprie scelte.
  • Impostare lavoro della commissione secondo 3 direttrici: urgenza delle tematiche e delle esperienze che premono sulla vita delle persone (es giovani e lavoro); tempestività per non sbagliare tempi e significatività del proprio aiuto; capacità di integrare nell’ordinario le questioni che di volta in volta si attivano come urgenza del momento e poi rischiano di diventare dimenticanza (es. fecondazione assistita)
  • Supportare luoghi dell’esperienza associativa perché diventino sempre più esercizio di sinodalità autentica. Unitarietà orizzontale e verticale e non solo giustapposizione di iniziative.
  • Problema della cura associativa di chi s’impegna in politica e necessita di mantenere un legame con la comunità di appartenenza. (favorire anche a distanza scambio esperienze tra amministratori: cura di una rete che non si limiti al solo incontro amministratori ma pensi ad un prima e un dopo)
  • Elaborare proposta di linee guida per il discernimento politico e il discernimento in politica
  • Prosecuzione produzione schede su nuovi argomenti caldi/nodi che interpellano l’oggi del cristiano