I lavori della commissione socio-politica del novembre 2013

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L’attenzione alla dimensione culturale e sociopolitica è filo rosso della vita dell’adulto (non è semplice attenzione e dimensione per addetti ai lavori, ma vera e propria educazione alla cittadinanza che attraversa tutto la formazione e si oppone alla ‘cultura della delega’)

La vita associativa è già laboratorio e pratica di democrazia: non dimentichiamo e valorizziamo.

Da inserire nella questione del metodo il formare persone capaci di gestire la diversità (a livello politico gestione della complessità del quadro politico stesso e questione pluralismo, ottica della parzialità e quindi discernimento attraverso la competenza e l’esperienza, la mediazione culturale) Ri-mediare nel senso di nuova mediazione culturale in ordine al tempo che stiamo vivendo. (diversità e parzialità)

Reggere l’ottica della parzialità (rivoluzione copernicana rispetto al mito dell’esaustività della risposta), del discernimento continuo, delle risposte balbettate, ma che indicano una via nel tentativo di declinare il bene comune. Meno angosciati dall’equidistanza e più concentrati sulla vicinanza.

Problema della crisi delle forme tradizionali di partecipazione (sindacati, partiti, …) che noi indichiamo nei documenti come via di impegno.

Attenzione al rischio di frammentazione della vita associativa che ci fa perdere di vista il senso complessivo.

Esercizi di laicità rischiano di restare marginali, mentre occorre rimettere al centro la vita senza ansia dottrinale

Per Documento assembleare

Valorizzazione delle esperienze e loro capitalizzazione (per assemblea elettiva lavorare sui contenuti ma anche sull’organizzazione … vedi ufficio rapporti con le diocesi/promozione associativa per stabilire legami) Recuperare ‘vecchi responsabili’ perché raccontino la propria esperienza professionale, non solo quella associativa. Diffondere e riprendere a livello locale i comunicati della Presidenza perché arrivino direttamente alla gente.

Saper dire qualcosa sulle questioni che emergono e interpellano (esempio questionario del Papa su famiglia) e coraggio di rispondere senza pretesa di esaustività. Non abbiamo certezze granitiche, ma da tutti viene richiesta di orientamento. Un po’ più di coraggio, profezia, strategia: soffriamo anche un po’ di frustrazione per mancanza di rappresentanza a livello politico/partitico che sembra vanificare tutto il lavoro.

Papa Francesco non sta scoprendo l’America sta ri-scoprendo il vangelo, ri-centrare il tema antropologico facendo i conti con l’incredulità anche del credente.

Osare un po’ di più perché il tempo ci dà ragione e perché altrimenti arriviamo sempre un attimo dopo vanificando sforzi. Recupero del senso della profezia, che oltrepassa la dimensione interna dell’associazione e raggiunge anche altri. ‘Prendiamoci un po’ di martirio!’

Problema generale della fatica della formazione a tutti i livelli (educativo, associativo e quindi sociopolitico) anche se positivamente la stessa vita associativa (vedi scelta democratica) è occasione e laboratorio di formazione. (strada della ‘rivoluzione popolare’ piuttosto che del ‘rinnovo del politburo’, ridefinire il core business dell’AC indicando strada e strategia oppure anche back to basics ritornare ai fondamenti per chiarirci essenzialità)

Consegne di Settore all’Assemblea

La commissione culturale e sociopolitica deve essere unitaria per evitare lavoro a ‘compartimenti stagno’ e favorire raccordo e scambio tra soggetti che elaborano pensiero, producono materiali e organizzano iniziative. (Presidenza, settori, istituti, …)

Ricondurre riflessioni a questioni centrali stabilendo criteri, consapevoli che esistono terreni scivolosi e non ci sono risposte preconfezionate: non possiamo più soltanto parlare di sensibilità sociopolitica, ma entrare più decisamente sulle questioni antropologiche almeno a livello di metodo. Precipitare verso un punto ( la questione della scelta religiosa a suo tempo ha diviso l’associazione non ha compattato) vuol dire anche produrre materiali di studio e sostegno alla riflessione. Sui temi scivolosi aprire il confronto anche sul piano culturale laico e non solo sul piano dottrinale confrontandosi sulle questioni di fondo valorizzando i nostri competenti (avremo 500 economisti ai quali chiedere pareri?!) per supportare con indicazioni anche concrete le diverse questioni ( nel passato produzione di schemi che si diffondevano con quattro idee chiare e ben precise esempio referendum monarchia repubblica o voto alle donne)

Valorizzazione delle esperienze di base e maggior appeal delle nostre proposte (troppo concentrati su eventi da 300.000 in piazza san Pietro e poco su territori).

Attenzione al rischio di marginalità della nostra esperienza associativa. (abbiamo un Ferrari con motore imballato e in mezzo a un campo senza strada per correre).

Facciamo poco per narrare cose buone, comportamenti virtuosi, la vita buona del vangelo (recuperare stile ‘Verona + Francesco’)

Temi centrali (Modello di riferimento: ottima esperienza della costituzione nel testo adulti.)

  1. Economia civile, nuova economia, economia etica

  2. Istituzioni, tema delle virtù dell’impegno istituzionale pubblico

  3. Valore positivo del matrimonio e della famiglia

  4. Tema ecclesiale: ridefinire la co-responsabilità oggi

Favorire diffusione di un quadro generale sintetico che raccolga tutte le esperienze di attenzione al sociopolitico (giovani, adulti, istituti, msac, mlac, territorio, seminari, …)

Ok convegno amministratori ma attenzione a calo partecipazione (non deve diventare momento di sola autocoscienza critica), ma tenere ferma esigenza di dare collegamento e fare rete tra amministratori. Da questionario migliaia di soci che partecipano attivamente a vita politica/amministrativa e volontariato. Insistere su collegamento.

Positiva risposta dai questionari che incoraggiano a fare di più (ad esempio il compito grande dell’associazione nell’impegno a trovare luoghi di discernimento)

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