I lavori della Commissione Adultissimi a febbraio 2012

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Nell’LPA del febbraio 2012 la Commissione Adultissimi ha rimesso al centro la necessità di formazione degli anziani ma anche il loro possibile impegno concreto per il bene comune.

Infatti, talvolta, esiste una scarsa propensione a credersi ancora utili e una facilità percepire la preghiera come unico scopo della vita e in qualche modo unico ‘rifugio’ e a non ritenersi capaci di leggere la realtà che ci circonda. Si è detto che i ‘nonni’ possono e devono essere una ‘risorsa’ non solo per le proprie famiglie ma anche per un vicinato solidale. Anche attraverso una semplice ‘recita del rosario’ – se fatta in gruppo e ben guidata – si può offrire una fonte di discernimento e uno sprone per correggere visioni troppo anguste e rinunciatarie.

 
Nel dialogo con la Commissione Giovani Adulti è emersa in maniera forte la trasversalità della problematicità dei ‘passaggi di vita’. Le difficoltà di riconoscimento reciproco, il desiderio di trovare punti di riferimento da parte dei giovani e una ‘delega’ da parte degli anziani. Verrebbe da dire: siamo tutti nella stessa barca! E l’AC può e deve essere sempre più questo luogo d’incontro.
 
Concretamente si pensa di proseguire il cammino già iniziato lo scorso triennio con la produzione di un piccolo libretto che vorrebbe stimolare alla contemplazione attiva della vita di tutti i giorni. Far emergere la bellezza del quotidiano anche quando questo può apparire inutile e ripetitivo.  Scoprire i gesti quotidiani come sorgente di preghiera  , gli ambienti della casa come fonte di relazione con Dio, con gli uomini ,con le cose per  poi concludere che  sarà ’lo stare sulla soglia’ l’ideale di ogni vita in relazione con Dio: abitare la vita in pienezza con uno sguardo attento attraversando la quotidianità per scoprirne la trascendenza che in essa si cela. La casa però non deve essere un modo per appartarsi ma uno stare ‘sulla soglia’ per essere ,affacciati su un’umanità che ci interpella e ci interessa. E’ una spiritualità del rimanere immersi ma non sommersi immettendo in quanto si vive una tensione a ciò che sta oltre, all’altro che dà respiro di vita e di novità al presente.
 
Gesù non aveva una sua casa, eppure ha condotto chi lo seguiva a ‘vedere’ dove dimorava, dove, nonostante tutto, offriva ospitalità. Il suo sguardo accompagna allo stare con lui, al rimanere. Si potrebbe pensare ad un rimanere nel suo cuore, nello spazio che il suo sguardo apre. La dimora di Gesù è la comunione: è comunione con il Padre… è la casa del Padre: ‘nella casa del Padre mio ci sono molti posti’ – dirà a i suoi -. La dimora di Gesù è il suo cuore, uno spazio ospitale che non si chiude ma si apre ad un’accoglienza che si allarga. Il suo è sguardo che apre all’accoglienza e alla comunione e genera cammini di comunione. Forse il primo messaggio di questa liturgia  laica sta qui: guardare la quotidianità in modo nuovo profondo, anche e soprattutto quando la quotidianità non è brillante, non è fatta di cose eccezionali, ma ci appare silenziosa o banale.
 
Ripetendo lo stesso schema di ‘PIENI DI VITA’  si è pensato a queste domande…
 
 
 
 
 
Domande dei 5 capitoletti
 
1)Sempre la stessa minestra?
 
Cucina– salmo33: “gustate e vedete com’è buono il Signore” “ IS 26 Preparerà il Signore un banchetto ..”
 
preparazione del cibo (scoprirne il senso anche se si è soli) superare la ripetitività dei gesti/ accoglienza intorno alla tavola / liturgie laiche / condivisione / rapporto di gratitudine con le cose della natura / ecologia / riciclaggio /
 
 
 
2) E se non dormo?
 
camera–“ Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. (mt 6”)
 
intimità con Dio /in rapporto con il coniuge/ bilancio della giornata / riposo / riconciliarsi con se stessi, con l’altro con Dio / abbandono, fiducia superare la paura della della morte  e del silenzio/ sogni / lode al mattino /
 
 
 
3) Guarda chi vedo!
 
bagno–“ tu mi scruti e mi conosci ..mi hai fatto come un prodigio)” “ Gn e vide che era cosa molto buona/bella)”
 
scoperta nostra fragilità umana / senso del limite / uguaglianza  con tutto il genere umano e animale / cura del proprio corpo come tempio di Dio/ Rughe come ‘medaglie’..corpo come bellezza e non come estetica
 
 
 
4) Chi viene a trovarmi? Con chi mi metto in contatto?
 
soggiorno–“ Com’è bello che i fratelli stiano insieme” “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome”– spazio x amplificare conoscenze culturali / mass media risorsa o dispersione?/ spazio x condivisione interne alla famiglia e esterne/ preghiere comunitarie/ schiavi del troppo ordine- paura del disordine / scarsa accoglienza 
 
5) Dentro o fuori?
 
La soglia – “Salmo 84 – preferisco stare sulla soglia della casa del nostro Dio, piuttosto che nelle tende degli empi” “ sto alla porta e busso” (Ap)
 
Essere con Dio e con gli uomini / fra la strada e la casa / fra il privato e il pubblico / fra l’umano e il divino / fra appartarsi e partecipare /