Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente

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Se prendessimo in considerazione una delle prime definizioni della parola "politica", andremmo senz'altro incontro all’antico pensiero di Aristotele che guarda ad essa come una famiglia che si costituisce per far fronte alle necessità quotidiane, come una comunità in cui si agisce per il bene di tutti.
Se ogni politico, o pur semplicemente ogni cittadino, vivesse la politica con questa accezione ci potremmo accorgere di quanto siano affini tra loro le diverse idee ed espressioni che differenziano colori e partiti politici. C’è un semplice obiettivo che accomuna tutti: il bene comunitario.

Un risultato semplice che, la maggior parte delle volte, tarda ad arrivare a causa di un atteggiamento di preminenza che porta ogni attore politico ad assumere pensieri volubili nel tempo: il tracciare un’azione amministrativa rispettosa dei propri ideali e coerente con il proprio credo, diventa così, una prassi inconsueta. La società di oggi permette infatti ad ogni individuo di agire, pensare ed ascoltare in maniera biunivoca: azioni che intrecciandosi tra loro, adattano il nostro pensiero a seconda del contesto in cui ci troviamo. 

Ogni amministratore dovrebbe pertanto impegnarsi a rendere la politica uno strumento autentico basato su pensieri concreti e attuabili, distaccandosi dalla ricerca costante di consenso e avvicinandosi ad una visione più credibile della politica.
Il compito di ogni amministratore, che sia nel contesto di una piccola comunità o di un’intera nazione, è dunque quello di mantenersi coerente con il proprio vissuto. Essere coerenti non vuol dire fondamentalmente non saper cambiare idea, ma bensì non lasciarsi circondare costantemente di parole allusive e di promesse vaghe. Analizzare e confrontare le proprie azioni del passato con quelle del presente: attualizzarle e comprenderle con senso critico e morale.

Ogni cittadino dovrebbe pertanto pretendere, dai propri eletti, una visione partecipata della vita politica, stimolare un senso di responsabilità condivisa (co-responsabilità) capace di contrastare chi fa della politica un cerchio esclusivo o una fonte di arricchimento personale.

Giancarlo Marti
Vice-sindaco di Spongano (LE)