Beato il politico che non ha paura

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La politica è attraversata dal conflitto. I politologi insegnano addirittura che la politica è conflitto, tra l’amico (Amicus) – colui che sta dalla nostra parte e il nemico (Hostis) – colui che non fa parte della nostra comunità. Ed effettivamente politica è conflitto: dalle guerre internazionali agli aspri scontri tra maggioranza e opposizione, dal rimarcare le differenze tra italiani e stranieri fino alle litigate nei bar per diverse opinioni politiche. La politica ha la forza di spaccare, anche i legami che sembrano più resistenti. Spesso spacca anche la comunità cristiana. Per questo la politica vissuta direttamente, suscita anche paura. Paura di parlarne, paura di affrontarla in prima persona.
Nel 1991, alla veglia per la pace dei giovani di AC il card. Martini diceva: “Intercedere non vuol dire semplicemente “pregare per qualcuno”, come spesso pensiamo. Etimologicamente significa “fare un passo in mezzo” […]. Intercessione vuol dire mettersi là dove il conflitto ha luogo, mettersi tra le due parti in conflitto. […] Non è semplicemente assumere la funzione di arbitro o di mediatore, cercando di convincere uno dei due che lui ha torto, oppure invitando tutti e due a farsi qualche concessione reciproca. […] Intercedere è un atteggiamento molto più serio, grave e coinvolgente, è qualcosa di molto più pericoloso. Intercedere è stare là, senza muoversi, senza scampo, cercando di mettere la mano sulla spalla di entrambi e accettando il rischio di questa posizione.”
Beato il politico che non ha paura di mettersi in mezzo al conflitto della politica, vivendola in prima persona, attraversandola in tutte le sue contraddizioni, ma riempiendola con tutte le virtù che la rendono buona politica.

Martino Incarbone
Assessore del Comune di Venegono Inferiore