Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.

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Aver consapevolezza e conoscenza del proprio ruolo è fondamentale in ogni attività che ha una risonanza pubblica, a maggior ragione per chi svolge un servizio politico. Significa prima di tutto aver chiaro che in politica non ci si improvvisa. Non basta la sola buona volontà o la sola disponibilità di tempo, così come non basta la sola preparazione o la sola capacità di tracciare percorsi di futuro e di speranza. È un pò tutto questo ed è una vocazione specifica, alla quale ci si deve continuamente educare ed allenare richiamando ogni giorno le motivazioni del proprio impegno. 
Aver consapevolezza e conoscenza del proprio ruolo, adempiervi con “disciplina ed onore” come richiede la nostra Costituzione ai cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche, in questo tempo significa anche cambiare il lessico e lo stile del confronto, utilizzare termini e modi nel dibattito pubblico dai quali emerga il senso di comunità, il rispetto della dignità della persona, la cura delle relazioni, l’accoglienza e l’ascolto, l’attenzione reale a intercettare le fragilità. Per un cristiano significa, semplicemente, l’impegno ad indossare nella quotidianità lo stile e le abitudini di Gesù.
Una politica poco consapevole del proprio ruolo, di contro, scredita le Istituzioni mettendo in crisi la tenuta democratica stessa del Paese e favorendo la negazione dei diritti. Non giriamoci attorno, però: i vizi che sono, giustamente, imputati ai politici sono largamente diffusi nel Paese. L’Italia deve tornare ad avere una classe dirigente a tutti i livelli, non solo in politica. Ritrovare entusiasmo e passione, riattivare i meccanismi virtuosi della partecipazione democratica e ricucire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni è una responsabilità individuale e collettiva da esercitare in ogni contesto quotidiano.

 

Raimondo Cacciotto

Consigliere regionale della Sardegna